Restauro Ex Canonica a Selva di Cadore - Ing. Cost.

Inaugurato il 27 settembre 2026, il restauro dell’Ex Canonica di Selva di Cadore (BL), situata ad oltre 1400 metri di altitudine in Val Fiorentina, rappresenta un importante progetto di rigenerazione urbana e sociale PNRR. L’edificio, risalente a metà Ottocento e tutelato come bene di interesse storico-architettonico ai sensi del D.lgs. 42/2004, è stato restituito alla collettività.

Dopo il complesso lavoro di restauro e completamento eseguito da noi di Ingegneria delle Costruzioni, la struttura ospita alloggi sociali in Val Fiorentina dedicati alle famiglie e nuovi spazi di aggregazione per la comunità.

Il contesto storico dell’Ex Canonica e l’iter dei lavori

L’Ex Canonica si attesta come una preziosa testimonianza dell’architettura di rifabbrico dolomitica di metà ‘800, caratterizzata da un impianto tipicamente veneto a pianta quadrata, corridoio centrale e proporzioni ordinate. Nata come dimora del parroco di fronte alla chiesa, la struttura ha subito varie trasformazioni nel Novecento, rendendo necessario un piano di adeguamento.

L’iter esecutivo è stato complesso: dopo l’avvio dei lavori da parte di una precedente impresa, il cantiere è stato sospeso nel novembre 2024, costringendo il Comune alla rescissione del contratto. A seguito di una nuova gara d’appalto, noi di Ingegneria delle Costruzioni siamo subentrati sviluppando un progetto esecutivo di variante nel rigoroso rispetto delle prescrizioni della Soprintendenza.

Consolidamento strutturale ed edilizio: gli interventi

L’immobile presentava criticità statiche legate all’invecchiamento dei materiali e all’azione delle acque meteoriche. Il piano di intervento ha previsto azioni mirate per la messa in sicurezza e il miglioramento antisismico ed NTC 2018:

  • Fondazioni: realizzazione di controfondazioni, sottomurazioni e drenaggi perimetrali (interni ed esterni) con materiale arido e membrane alveolari.
  • Murature storiche: intervento sui muri portanti in pietrame legato a calce attraverso la tecnica scuci-cuci della muratura storica e iniezioni di boiacca a base di calce idraulica desalinizzata.
  • Solai e adeguamento sismico: consolidamento dei solai lignei superiori con pannelli in multistrato fenolico e profili in acciaio (ancoraggi chimici e viti). Per la normativa NTC 2018, sono state inserite catene e travature metalliche di collegamento per stabilizzare la scatola muraria.
  • Nuovi volumi: edificazione di una struttura seminterrata in cemento armato (ad uso centrale termica e magazzino) a protezione dell’edificio storico dal versante prativo retrostante.

Restauro conservativo e tutela degli elementi identitari

Un aspetto centrale del progetto è stata la conservazione dei materiali propri dell’artigianato valligiano dolomitico:

  • Recupero stua in legno: l’antica “stua” di abete del primo piano è stata smontata, sverniciata dalle pitture del dopoguerra, integrata nelle parti deteriorate, isolata termicamente e infine lucidata con cera d’api naturale.
  • Serramenti e accessibilità: restauro filologico delle porte interne originarie e del balconcino sud. Le scale non originali sono state sostituite con nuove strutture in legno di larice spazzolato, sagomate per permettere futuri ausili alla mobilità.
  • Esterni: i nuovi serramenti riprendono il disegno originale ma impiegano legno di larice lamellare con vetrocamera basso-emissivo. La copertura a padiglione è stata ripristinata con un nuovo manto in lamiera di rame.

Efficienza energetica (CAM) e impatto sociale

La riqualificazione risponde ai severi standard europei, aderendo ai Criteri Ambientali Minimi (CAM) edilizia (D.M. 11 ottobre 2017) e alle direttive PNRR in materia di ecosostenibilità (DNSH).

  • Isolamento termico: realizzato tramite contropareti interne in cartongesso e materiale isolante per garantire la reversibilità e non alterare i muri esterni.
  • Impianto termico sostenibile: installazione di una caldaia a condensazione a biomassa (pellet), combinata a un riscaldamento radiante a pavimento al piano terra e radiatori in acciaio ai piani superiori.

Attraverso questa rigorosa opera di restauro, l’Ex Canonica coniuga oggi la tutela del patrimonio storico con il sostegno socio-economico, ergendosi a presidio contro lo spopolamento montano per mantenere viva la comunità nel cuore delle Dolomiti.

Conclusioni

Il completamento dell’Ex Canonica dimostra come il restauro conservativo non sia esclusivamente un processo tecnico, ma un autentico atto di responsabilità verso il paesaggio e le comunità che lo abitano. Per Ingegneria delle Costruzioni, questo intervento rappresenta la sintesi perfetta del proprio approccio etico e del profondo legame con il territorio veneto e dolomitico. La cura dedicata al recupero delle tradizioni artigianali locali, unita all’adozione di soluzioni a basso impatto ambientale, testimonia la vocazione dell’impresa: non limitarsi a “edificare”, ma prendersi cura della montagna e della sua identità. Restituire questo spazio vitale alla Val Fiorentina significa, per l’azienda trevigiana, contribuire in prima linea alla salvaguardia delle radici culturali e sociali del luogo, confermando che l’eccellenza ingegneristica trova la sua massima espressione quando è guidata dal rispetto e dall’amore per il proprio territorio.

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